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Libro "La Casa Towers" - Residenza dell’Ambasciata d’Italia a Montevideo

Data:

20/09/2016


Libro

LA CASA TOWERS/ Pubblicazione online e visita in occasione del Giorno del Patrimonio

Nel 2013 l’Ambasciata d’Italia, al compiersi i 100 anni della Casa Towers, assunse l’iniziativa di dedicare un libro a questo edificio che dal 1926 serve come Residenza per i suoi Capi Missione. In occasione del Giorno del Patrimonio 2016 ne rilancia la pubblicazione, ora in formato digitale.

“La casa Towers, Residenza dell’Ambasciata d’Italia in Montevideo” e’ il frutto di un lavoro di ricerca realizzato dall’Archietto Nery Gonzalez e dal fotografo Ramiro Rodriguez Barilari. La pubblicazione offre un’intoduzione al contesto storico-architettonico in cui si situa la costruzione dell’edificio, evidenziando – in modo emblematico – la figura di Pedro C. Towers, il suo primo proprietario. Dispone di importante materiale di archivio, tra cui i disegni originali del progetto e varie fotografie di altri edifici progettati dallo scozzese Arthr R. Inglis nella Regione del Rio de la Plata. Sono inoltre presenti fotografie attuali della casa, realizzate de Rodriguez Barilari. L’allegato “ Architettura e citta’: Pocitos come caso particolare”, curato dall’Architetto Mariano Arana, completa la pubblicazione, con cui l’Ambasciata d’italia intende sostenere la preservazione della memoria della citta’ e dei suoi abitanti.

Questa Rappresentanza Diplomatica aderisce al “Giorno del Patrimonio 2016”, aprendo per la prima volta le sue porte ai visitatori nella giornata di sabato 1 ottobre, con una serie di visite guidate nel seguente orario:

 

  • 10:00, 10:45, 11:30, 14:00, 14:45 y 15:30.

Casa Towers, residenza dell’Ambasciata d’Italia in Montevideo.

José Ellauri 977.

 

È con piacere ed orgoglio, a tre anni dalla sua edizione in forma cartacea, proporre in una nuova veste, digitale ed aggiornata, il volume sulla Residenza dell’Ambasciata d’Italia a Montevideo.

Le nuove tecnologie informatiche ci consentono infatti di raggiungere e far conoscere ad un pubblico
ben più vasto di connazionali e di cittadini uruguaiani un piccolo gioiello dell’architettura montevideana dell’inizio del Novecento e, nel contempo, un ulteriore esempio emblematico dei forti vincoli, artistici e culturali, che legano l’Italia alla storia dell’Uruguay e della sua città capitale.

Non posso quindi che rinnovare, in questo momento, l’apprezzamento per l’apporto, dato anche in occasione della digitalizzazione, dai ricercatori e fotografi che contribuirono alla edizione cartacea e, soprattutto il ringraziamento all’amico e collega, Ambasciatore Massimo Leggeri, per la realizzazione di questa pregevole opera, «appropriandomi» delle sue lucide parole di introduzione al libro: «La Residenza di un Ambasciatore non è una semplice casa in cui abitare, è il “teatro” in cui si rappresenta il divenire delle relazioni politiche, economiche e culturali tra due Paesi. Ci sono “teatri” piccoli ed altri monumentali, “teatri” moderni ed antichi. La Residenza dell’Ambasciatore d’Italia a Montevideo è un “teatro” dal fascino discreto ma che subito conquista con la propria grazia e l’armonia espressa nei preziosi dettagli architettonici.

È un privilegio per ogni Ambasciatore d’Italia poter risiedere nella bella villa di Calle Ellauri. Una villa che ha mantenuto tutto l’incanto di una dimora patrizia sudamericana di inizio Novecento, pur sapendosi aggiornare egregiamente nel design degli interni e nel contesto paesaggistico dello splendido giardino.

Proprio la destinazione a Residenza di Capo Missione ha permesso di preservare questo magnifico esempio di architettura stile francese, dichiarato “Bene di interesse municipale” dal Comune di Montevideo nel 1993, mentre intorno cresceva il moderno quartiere residenziale di Pocitos. Fin dal 1926 la Residenza di Calle Ellauri è stata scenario di incontri ed eventi che hanno punteggiato le relazioni tra Uruguay e Italia. Essa ha accolto Capi di Stato e Membri del Governo, capitani d’industria e uomini d’affari, intellettuali ed artisti.

Per l’Uruguay, paese in cui la componente italiana non solo è sempre stata numericamente rilevante, ma si è affermata come elemento costitutivo della stessa identità nazionale, una Residenza che testimoni con tutta evidenza l’impegno italiano per salvaguardare l’eccellenza artistica, è diventata una straordinaria prova della decisione con cui l’Italia intende preservare la sua storica vocazione culturale.»

Gianni Piccato, Ambasciatore d’Italia in Uruguay


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